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I recuperi

Il recupero del patrimonio artistico scomparso
Il nome di Siviero è principalmente legato all'opera di recupero del patrimonio artistico italiano scomparso durante la seconda guerra mondiale. Più in generale egli si è occupato di rintracciare e far rientrare in Italia le opere d'arte che, dagli anni Trenta agli anni Ottanta del Novecento, erano state illegalmente esportate dal nostro paese.
Durante l'occupazione nazista, Siviero è agente di un Servizio Informativo che, sotto i comandi militari alleati, collabora con le forze antifasciste e nell'ambito della generale azione di intelligence si occupa anche di raccogliere informazioni sui trafugamenti di opere d'arte da parte dei nazisti. Dopo la liberazione di Firenze (agosto 1944) Siviero collabora, per conto del Ministero della Pubblica Istruzione, con la Commission Fine Arts and Monuments alleata per proteggere e recuperare le opere d'arte italiane. Nell'aprile del 1946 il Governo italiano istituisce ufficialmente l'Ufficio Recuperi diretto da Siviero. Nell'ottobre dello stesso anno egli è posto a capo della missione diplomatica italiana presso il governo militare alleato in Germania incaricata di trattare la restituzione delle opere d'arte depositate nei collecting points tedeschi . Dagli anni Cinquanta, fino alla morte nel 1983, Siviero dirige la Delegazione per le Restituzioni del Ministero degli Affari Esteri, occupandosi non solo del recupero delle opere trafugate in Germania ma anche di altre opere d'arte scomparse dal nostro paese.
Presentiamo una galleria fotografica che mostra alcune delle opere salvate da Siviero e spiega la loro storia.

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