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Il luogo

Casa Siviero è una palazzina ottocentesca posta sul Lungarno Serristori all'angolo con Piazza Poggi. L'architettura in stile Neo-Rinascimentale e la posizione alla base delle rampe che salgono verso il Piazzale Michelangelo ne fanno attribuire il disegno a Giuseppe Poggi, l'architetto cui si deve il rinnovamento urbanistico di Firenze al tempo in cui la città fu capitale di Italia.

 Prima della guerra la palazzina apparteneva a Giorgio Castelfranco, noto storico e critico d'arte. La famiglia Castelfranco di origine ebraica dovette fuggire al tempo delle persecuzioni razziali e, dopo la fine della guerra, avendo ormai abbandonato Firenze, vendette la casa a Rodolfo Siviero. Castelfranco era amico di Siviero fino dagli anni Trenta. Ha avuto un ruolo importante nella formazione culturale del giovane Rodolfo e nel suo inserimento nell'ambiente culturale fiorentino. Come direttore generale del Ministero della Educazione Nazionale del secondo governo Badoglio (febbraio-giugno 1944) Giorgio Castelfranco ha contribuito ad indirizzare il lavoro dell'agente segreto Siviero verso la raccolta di informazioni sui trafugamenti di opere d'arte da parte degli occupanti tedeschi. Siviero stesso ricorda che Giorgio Castelfranco, fuggito da Firenze con la famiglia, mise a disposizione la sua casa sul Lungarno Serristori al gruppo di partigiani che, capeggiato da Siviero, cercava di contrastare le attività del Kunstschutz.  Tra le pagine dei libri della biblioteca di Castelfranco, durante l'occupazione tedesca, Siviero nascondeva la documentazione che successivamente consentì il recupero delle opere. E' noto che Giorgio Castelfranco era grande amico e mecenate di Giorgio De Chirico, e che il pittore, tra il 1920 e il 1924i, fu spesso ospite nella palazzina di Lungarno Serristori. Castelfranco possedeva una collezione di 35 dipinti e un centinaio di disegni di De Chirico. Nel 1939-1940 però la raccolta Castelfranco dovette essere venduta per permettere la fuga della famiglia. Comunque, tra le opere ancora conservate a Casa Siviero si trova il ritratto di Matilde Forti, moglie di Castelfranco, dipinto Da Chirico nel 1921 e altri due opere del grande maestro provenienti dalla raccolta Castelfranco.
 La palazzina è composta da quattro piani. Il piano seminterrato, era usato come appartamento dei domestici. Vi si trovavano inoltre dei magazzini. Attualmente il piano seminterrato è chiuso al pubblico. Il progetto di ristrutturazione prevede che sia risanato e allestito per documentare la vita e l'opera di Rodolfo Siviero.
Il piano terreno, leggermente rialzato rispetto al suolo, era l'appartamento di Rodolfo Siviero. E' la parte della casa attualmente visitabile come museo. L'allestimento mantiene il più fedelmente possibile la disposizione degli arredi esistente nel 1983 alla morte di Siviero. Piccole variazioni sono dovute a motivi di sicurezza e di conservazione delle opere. Inoltre mancano alcuni arredi che furono riconosciuti essere di proprietà della sorella Imelde e che sono stati sostituiti da opere provenienti dall'appartamento-ufficio di Rodolfo Siviero a Roma. Infine, a causa della presente inagibilità dei piani superiori, si espongono al piano terreno alcune delle opere più significative dell'appartamento al secondo piano.
 Al piano superiore della palazzina si trova l'appartamento dei genitori e della sorella di Rodolfo Siviero. Secondo le disposizioni testamentarie questo appartamento è stato abitazione di Imelde Siviero fino alla sua morte, poi è passato alla Regione Toscana. Attualmente è ancora chiuso al pubblico. Il progetto di ristrutturazione del museo ne prevede l'apertura come museo.

Al terzo e ultimo piano della palazzina si trovano dei piccoli appartamenti che, secondo il progetto, saranno adibiti a ufficio e archivio.

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