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Borsetta vescovile LIST     print page
 

num. invent. pret.: 231

location: Appartamento di Rodolfo, vano G - Stanza del letto a baldacchino
location notes: appesa al muro sopra il tavolo
category: Oggetti d'uso liturgico

author: Manifattura francese
chronology: 1751-1769
description: Borsetta in velluto rosso con ricamo di seta gialla con stemma cardinalizio.
historical notes: L'oggetto è assegnato nella scheda OA a manifattura toscana del XVII secolo. Come indica Diletta Corsini si tratta invece di un oggetto francese: "Lo stemma, francese, è identificabile con quello della famiglia La Romagère de Ronssecy (anche Ronssegy o Roncery), e più precisamente con quello innalzato da Pierre III, nato nel castello di Filolie (Périgord) l'8 novembre 1712: teologo, abate commendatario di Notre Dame de la Pelice (Le Mans) nel 1748, consacrato vescovo di Tarbes nel 1751 e morto nel 1769 all'età di 57 anni.
Ideato per contenere il denaro per le elemosine, questo tipo di borsa fu usato a partire dal tardo Cinquecento dai giocatori di carte o di dadi: la base ampia e le arricciature rinforzate dai ricami permettevano al sacchetto di rimanere in piedi anche semiaperto, rendendolo un contenitore funzionale per monete e fiches. Lo stemma sul fondo serviva - evidentemente - a fugare ogni dubbio sull'identità del proprietario dei gettoni da gioco o del denaro. Durante il XVII e il XVIII secolo cavalcare, danzare, frequentare il teatro e il tavolo da gioco erano considerati tipici passatempi aristocratici, praticati anche da coloro che avevano intrapreso la carriera ecclesiastica (cfr. la borsa da gioco del Cardinale Jacques de Goyon de Matignon al Victoria and Albert Museum di Londra). Il re di Francia Luigi XV usava addirittura regalare - durante una specie di rito - questi piccoli contenitori per fiches ai suoi amici e parenti (cfr. le borse da gioco della figlia - Enrichetta di Francia - e del Duca di Borgogna, nel Museo di Versailles) in occasioni particolari, come il Capodanno. È possibile, tuttavia, che quest'oggetto - per il colore cremisi, la preziosità della lavorazione e la presenza di uno stemma ecclesiastico - sia stato donato dal prelato a qualche istituto religioso e riadattato a custodia liturgica per un piccolo reliquiario o per il "bossolo" per il Viatico" (Corsini 2012).
material: Velluto di seta, filo di seta,filo d'oro, d'argento, pelle (Fodera)
size: diametro: cm 13
bibliography: Quando ritrovo qualcosa di bello... Croci, campane e altri oggetti liturgici, catalogo della mostra, 28 gennaio-25 aprile 2012, Firenze Museo Casa Siviero, ed. Regione Toscana 2012, scheda di D. Corsini, p. 23
num. invent. stampa: 159
OA card: 09/00300930
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