L'itinerario di visita inizia dalla sala che si apre sul giardino per mezzo di una scalinata a due rampe divergenti.
Subito a sinistra della porta di ingresso sta una
statua lignea di San Rocco, il protettore degli appestati rappresentato nella tipica azione di sollevare la veste per mostrare il bubbone. E' una opera di bella fattura eseguita nell'Italia
centrale nel tardo Quattrocento.
Sulla parete sinistra un
tondo di scuola senese del primo Cinquecento raffigura il
Matrimonio mistico di Santa Caterina.
I lati lunghi della stanza sono arredati da due
credenzoni seicenteschi, sul cui piano poggiano oggetti di varia epoca. A sinistra sono di particolare interesse i due busti-ritratto in gesso di Rodolfo Siviero eseguiti da Quinto Martini, importante scultore toscano del Novecento; una croce montata su un capitello (arte italiana del XV secolo), una
Pietà in pietra di scuola umbro-marchigiana del Quattrocento. A destra un tabernacolo ligneo composito, di età diverse, incentrato su un'
Annunciazione tardo-rinascimentale (arte padovana del Cinquecento).
Sul pavimento sono poggiati antichi mortai, campane e sculture romane tra le quali spicca il frammento di un
coperchio di sarcofago (IV sec. d.C.) raffigurante la partenza di un magistrato su un carro.
Al di là delle colonne, che dividono a metà la sala, si trova un'altra pregevole, sebbene mutila,
statua lignea raffigurante S. Pietro in trono, opera di scuola toscana del Trecento.